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Come è noto, l’emigrazione è uno dei principali mezzi di trasmissione culturale fra popolazioni e civiltà diverse. Particolarmente nel passato l’incontro tra forme culturali relative a popoli differenti è avvenuta in modo eclatante con l’emigrazione di piccoli o grandi gruppi di persone. Tale fatto è stato molto rilevante per le diverse aree che compongono il Lazio meridionale che, nel passato, ha vissuto diverse forme di emigrazione (ad esempio quella stagionale degli artisti di strada della Valle di Comino, o delle compagnie che andavano a lavorare nella Campagna Romana oppure praticavano la grande transumanza); più recentemente, ma il fenomeno risale già alla seconda metà dell’Ottocento, si è verificata un’emigrazione che è diventata maggiormente stabile con lo spostamento pressoché definitivo di interi nuclei. Gli emigranti però o sono tornati, a volte molto regolarmente, a volte solo sporadicamente, oppure hanno mantenuto i contatti con la realtà d’origine (parenti e amici, soprattutto coi familiari più stretti) epistolarmente e, più recentemente, coi moderni mezzi di comunicazione di massa (telefono, fotografie, filmati, etc.). L’incontro con altre culture ha determinato diverse “posizioni” fra gli emigranti: chi si è totalmente adeguato ai nuovi stili di vita, chi li ha adottati in parte o per solo qualcuna delle cose che servivano (ad esempio per il lavoro e per la lingua, ma non per le abitudini alimentari o del vestiario, etc.). Molti sia che abbiano accettato o non accettato la nuova vita, l’hanno comunicata, resa nota, fatta conoscere alle persone lasciate nel luogo d’origine attraverso i diversi mezzi sopra ricordati. E’ questo il campo che si vorrebbe esplorare con una inchiesta ampia e pluriarticolata. L’obbiettivo da raggiungere che si chiede a quanti vorranno partecipare è di raccogliere una o più testimonianze relative a quello che l’emigrazione ha prodotto nella propria realtà d’origine con modificazioni più o meno stabili, influenze anche superficiali, e quant’altro sia riscontrabile nella società locale. Ci interessano tutti i campi: linguistico, fonetico, lessicale, comportamentale, del vestiario, della mentalità, degli usi e costumi più diversi, della comunicazione interpersonale, della propaganda di idee politiche, sindacali, religiose, economiche, di atteggiamenti, mode, locuzioni, cibo, opinioni, e così via. Le testimonianze possono esser presentate o sotto forma di documento (ad esempio una intervista a chi usa determinate locuzioni, oppure fotografie, filmati, etc.) o come propria elaborazione intorno a una o più questioni di nostro interesse e pertinente ai campi d’osservazione richiesti. Tutto questo materiale sarà utilizzato per allestire una mostra che sarà realizzata e diventerà itinerante nelle scuole e nelle città.
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